Fonte:AGI
Cagliari, 28 lug. - La crisi dell’industria preoccupa Cgil, Cisl e Uil che hanno deciso di avviare, a partire dai primi di settembre, “una fase intensa di mobilitazione nei territori e nei luoghi di lavoro”. Per la meta’ del mese e’ prevista la convocazione del coordinamento unitario del settore industriale che dovra’ decidere sulle eventuali iniziative da assumere. I sindacati non ritengono piu’ rinviabile “l’adozione di politiche d’intervento” per contenere il declino del settore e favorire il rilancio dei settori produttivi. Per questo e’ “imperativo” riprendere il confronto in sede regionale ed e’ “urgente” riattivare il tavolo negoziale con il Governo interrotto il 10 luglio del 2007. Per le tre sigle sindacali “occorre un’immediata verifica degli accordi sottoscritti” cosi’ come prevedeva il verbale redatto dopo l’incontro a Palazzo Chigi.
La situazione generale del sistema produttivo sardo - si legge in una nota congiunta - non accenna a migliorare, anzi alcuni indicatori macro economici presentano una condizione di ulteriore appesantimento. Il tasso di disoccupazione resta stabile a due cifre e ,nell’ultimo trimestre rilevato, i senza lavoro assommano al 13,5%. Lo stesso tasso di occupazione e’ fermo al 52,5%, segnando una distanza dall’indice medio nazionale di ben 8 punti e di 18 dall’obbiettivo di Lisbona fissato per il 2010 al 70%. La condizione generale del tessuto sociale sardo evidenzia l’ulteriore impoverimento della comunita’ regionale con oltre 100.000 famiglie che vivono al di sotto della soglia di poverta’ e oltre 300.000 sardi interessati al fenomeno. Per quanto attiene la condizione del sistema produttivo, questo e’ contrassegnato da una generale condizione di stagnazione. L’agricoltura mantiene una dimensione decisamente condizionata dal forte indebitamento delle aziende che e’ pari al 50% della capacita’ produttiva delle stesse, mentre l’industria evidenzia un’ulteriore contrazione della base produttiva. Nel corso del 2007 la base occupativa del settore e’ diminuita di 5.000 unita’, appesantendo una situazione gia’ precaria. Infatti, l’industria sarda continua a esprimere valori lontani dagli indici medi nazionali dove l’occupazione nel settore industriale rappresenta il 23,5 % dell’intera forza lavoro a fronte l’11,5% espresso in Sardegna. Nel corso dell’ultimo anno interi impianti sono stati cancellati dal panorama produttivo e diverse realta’ si distinguono per una condizione difficile e precaria. Le notizie recenti della messa in liquidazione della Legler, fanno seguito alla chiusura di impianti come Unilever, Palmera, Idea Motore solo per citarne alcuni.
29 luglio 2008
26 luglio 2008
Ciao Italia, Bertolli saluta un Paese in ginocchio
Addio rinascita. Nell’indifferenza generale,Unilever lascia in mani spagnole un marchio storico fondato nel 1865. La testimonianza diretta del gruppo Salov, in corsa per l'acquisizione; e i pareri di alcuni tra i protagonisti della filiera. C'è aria di preoccupazione.
Mario Bertolli aveva avviato l’attività nel 1865, aprendo un piccolo negozio sotto casa, a Lucca. E’ però da molti anni che l’azienda non è più nelle mani della famiglia Bertolli, essendo stata ceduta alla Alivar, controllata da Montedison e poi alla Sme.Romano Prodi, nel 1994, aveva quindi deciso di privatizzare e cedere le attività statali nelle conserve alimentari e lattiero casearie raggruppate con il nome di Cirio Bertolli De Rica. Bertolli andò alla multinazionale Unilever che, da qualche mese, ha deciso di dismettere il settore olio di oliva.Lo sapevamo bene come sarebbe andata a finire. Speravamo in una sorpresa, in un colpo di coda del settore oleario nazionale. Abbiamo, inutilmente, fatto il tifo per proposte di acquisizione da parte di aziende italiane.Dobbiamo prendere atto che Sos Cuetare diventa deus ex machina del comparto oliandolo del nostro Paese e accettare lo stato di disfatta generale. Senza per questo tacere. Senza nascondere l’indifferenza dello Stato italiano, ma soprattutto di Confindustria, delle Banche e di quei poteri forti totalmente e squallidamente indifferenti alle sorti del comparto oleario italiano. Nulla di così sconvolgente, sono decenni che l’agricoltura è abbandonata a se stessa e la classe degli industriali è così infiacchita che non ha nemmeno lontanamente pensato di non disperdere tale patrimonio storico di marchi: Carapelli e Sasso prima, e ora Bertolli, Dante e San Giorgio. Il libero mercato, certo; ma non pensavamo che Confindustria fosse così indifferente e cinica. Il gruppo Salov ha tentato di acquisire Bertolli, ma nessuno che abbia voluto sostenere l’offerta della famiglia Fontana, irrobustendola. Ora il futuro è molto incerto. 630 milioni di euro, a tanto ammonta l'investimento da parte di Josè Salazar. Un valore nient'affatto impressionante se si considera che Bertolli, Dante e San Giorgio hanno fatturato, nel 2007, 380 milioni di euro, con un margine operativo lordo di 60 milioni di euro.L'accordo prevede che Sos Cuetara mantenga in essere l'impianto di Inveruno (MI) per almeno quattro anni, poi chissà. Al momento non è ben chara la politica industriale del gruppo spagnolo, mentre è certo più definita quella finanziaria.E' infatti allo studio un progetto per riunire tutti i marchi italiani di proprietà Sos in un'unica società che verrebbe quotata in Borsa.Si tratta certo di indiscrezioni, ipotesi però avvalorate da fonti interne alla stessa Sos.Il gruppo spagnolo controlla così il 50% del mercato dell’olio di oliva in Italia e il 33% del segmento extra vergine. Bell’affare. Ecco il termometro che segna una febbre altissima. L’Italia dell’olio è morente, mentre Coldiretti e Slow Food si perdono in risibili battaglie di retroguardia, quella sul made in Italy obbligatorio in etichetta. Poveri noi, in che mani siamo affidati.
LA TESTIMONIANZA DI SALOVSalov in Italia significa olio condito da tanta passione. Il gruppo, con sede a Massarosa, in provincia di Lucca, conserva con orgoglio la propria italianità e la più totale indipendenza, essendo controllata dalla famiglia Fontana al cento per cento. Salov, per intenderci, significa sostanzialmente Sagra e Filippo Berio, due storici marchi tra i più famosi e determinanti.Riguardo alla vendita di Bertolli, il gruppo Salov era tra coloro che partecipavano all'acquisto. Per questo la testimonianza che ci ha rilasciato il direttore generale del gruppo, Alberto Baraldi, assume notevole importanza:Facciamo i complimenti e gli auguri ai signori del gruppo SOS per l'avvenuta acquisizione del marchio Bertolli. E' evidente che le cifre che sono emerse alla chiusura dell'asta non ci trovano d'accordo sulla stima fatta alla luce delle informazioni ricevute. Teniamo comunque a ribadire la leadership mondiale del marchio Filippo Berio. Sarà una bella sfid per tutti.
LE ALTRE TESTIMONIANZELucio Carli, Fratelli Carli Spa: “E’ sorprendente come un brand italiano del 1865 abbia assunto oggi un simile valore dopo tanti anni dalla fondazione. Sinceramente fa piacere il fatto che manifesti ancora tale forza e impatto, ma nel contempo è un vero peccato aver perso l’opportunità di riportarlo in Italia dopo la cessione nel 1994 alla Unilever. Ora la Spagna si rafforza e domina il mercato, soprattutto quello della Gdo. Il nostro Paese non ha saputo far proprio un brand così prestigioso. Non ha saputo far sistema. Non siamo riusciti nemmeno a sfruttare il fatto di essere arrivati primi nell’Unione europea, siamo stati scalzati dalla Spagna, la quale nel frattempo ha fatto passi da gigante”.Nicola Pantaleo, Pantaleo Spa: "Bertolli finisce nelle mani degli spagnoli di Sos Cuetera. Questo produce una conseguenza immediata e cioè che in Italia si ha per la prima volta una quota di mercato concentrata nelle mani di un'unica società che si stima pari al 50% per gli oli di oliva e del 33% per l’extra vergine. Quali saranno le conseguenze di questa operazione sia per il mercato degli oli di oliva in Italia sia per il mercato globale (dove la quota nelle mani della Sos dovrebbe raggiungere in questo modo il 22%), sia per la stessa Sos è difficile dirlo. Sicuramente se una multinazionale come Unilever ha deciso di disfarsi (non certo a buon mercato) di un ramo cosi importante, in quanto Leader globale del settore degli oli di oliva, non ritenendolo strategico, sarà forse perchè questo ramo non era poi così remunerativo e non autosufficiente e comunque di difficile gestione. L’olio di oliva è un comparto in cui il valore aggiunto è molto limitato.L’acquisizione di Bertolli da parte di una azienda spagnola era una conseguenza abbastanza logica visto che la Spagna oggi mostra un netto vantaggio rispetto a tutti gli altri paesi produttori per quantità prodotta e soprattutto per quanto concerne i costi di produzione della materia prima, che sono nettamente più bassi rispetto al resto dei Paesi produttori.A mio parere quindi se da un lato ci sono i margini di miglioramento della competitività del marchio Bertolli, dall’altro c’è indubbiamente l’incognita della reazione, ad esempio, dei “vecchi” fornitori che prima rifornivano, senza alcun timore l’olio alla Unilever; il gruppo Sos potrà dunque dimostrare la stessa affidabilità ed immagine? Indubbiamente questa è un occasione persa per l’Italia di riportare a casa propria un marchio che nasce in Italia ma che di Italiano non aveva già nulla o quasi ed è comunque, purtroppo un ulteriore passo indietro per la competitività del Made in Italy.”Pasquale Manca, Domenico Manca Spa: "Ora c'è il rischio che sia il consumatore nazionale, che quello estero, si abitui a un profilo sensoriale ben definito e che percepisca all'assaggio l'olio solo in una certa maniera, assuefandosi ai netti sentori spagnoli.In secondo luogo, ci sarà inevitabilmente uno svilimento delle piccole produzioni locali e sarà di conseguenza difficile, per i piccoli e medi produttori italiani, esitare il loro prodotto sul mercato, con buona pace del concetto di italianità e dell'intero sistema produttivo nazionale che ovviamente pagherà a caro prezzo tale nuovo contesto operativo"
25 luglio 2008
Comunicato Stampa Risposta Interrogazione On.A.Schirru
CAMERA DEI DEPUTATI
COMUNICATO STAMPA_ SCHIRRU (PD)
Cagliari, 25 luglio 2008
Il sottosegretario Ugo MARTINAT ha risposto ieri all'interrogazione “5-00213 Schirru: Situazione occupazionale presso lo stabilimento Unilever di Cagliari” nei termini riportati in allegato.
Amalia SCHIRRU (PD), replicando, ha dichiarato: “La situazione di lavoratori Unilever di Cagliari è ancora aperta, infatti, sono state date assicurazioni di un possibile trasferimento di venti dipendenti presso lo stabilimento di Caivano (Napoli), ma al momento non risulta niente di concreto. Il Governo ha il dovere di valutare con molta attenzione la difficile situazione occupazionale della Sardegna e mi auguro, pertanto, che il tavolo nazionale venga convocato al più presto.”
On. Amalia Schirru
X Commissione - Giovedì 24 luglio 2008
5-00213 Schirru: Situazione occupazionale presso lo stabilimento Unilever di Cagliari.
TESTO DELLA RISPOSTA:
La società Unilever Italia opera nei settori «gelati e surgelati», «alimentare foods e foods solution» e «cura della casa e igiene personale». È controllata dalla multinazionale Unilever NV con sede a Rotterdam e ha unità locali dislocate sul territorio nazionale. Riguardo alla situazione della Unilever Italia, si fa presente, anche sulla base delle notizie acquisite presso il Ministero del lavoro, della salute e politiche sociali, che la società, nel corso degli ultimi anni, ha registrato una situazione di stagnazione dei risultati economici dovuta, principalmente, alla concentrazione della Grande Distribuzione Organizzata con conseguente erosione dei margini di profitto tali da determinare la riduzione totale degli investimenti, la limitazione del lancio di nuovi prodotti e la necessaria riduzione del costo del personale. Tale situazione ha indotto la società a predisporre un piano di riorganizzazione, concordato con le OO.SS nel maggio 2007, diretto, tra l'altro, all'integrazione delle divisioni in un'unica realtà organizzativa nella sede di Roma, alla chiusura della sede di Milano, all'outsurcing per i servizi amministrativi/finanziari e quelli informatici, nonché all'implementazione delle attività food business e custom service caratterizzanti la sede di Inveruno (Milano). Con lo stesso accordo la società si è impegnata all'espletamento della procedura di mobilità per 175 posizioni professionali in forza nelle sedi di Inveruno, Milano e Roma. Per quanto concerne, in particolare, il settore «gelati», nel quale Unilever opera con il marchio «Algida» attraverso la direzione amministrativa di Roma, gli stabilimenti produttivi di Cagliari e Caivano (Napoli) e una rete di depositi sul territorio, la società ha ribadito che il settore, a livello europeo, ha registrato una forte crisi. Tale crisi, scaturita dal calo dei consumi di gelato industriale, ha gravato sullo stabilimento di Cagliari per il quale la società ha deciso di procedere alla vendita dello stabilimento. Tale determinazione, comunicata dalla società alle rappresentanze Sindacali Aziendali e ribadita anche nel corso dell'incontro svolto presso il Ministero dello sviluppo economico il 10 luglio 2007, ha comportato, a decorrere dal 31 dicembre 2007, la cessazione dell'attività dello stabilimento di Cagliari e, quindi, l'esubero di tutte le risorse occupate, ridottesi a 67 unità a seguito della cessazione del rapporto di lavoro di sei lavoratori di cui uno per trasferimento e cinque per dimissioni finalizzate a ricollocazione professionale. In data 18 dicembre 2007, come già noto agli onorevoli interroganti, la società ha sottoscritto con le OO.SS e le Istituzioni locali un accordo per il ricorso alla CIGS fino al 31 dicembre 2008. In tale accordo è stata prevista la mobilità per il personale prossimo alla pensione, il trasferimento volontario presso altre sedi Unilever e il ricorso all'esternalizzazione delle attività di deposito finalizzata alla ricollocazione professionale. Per quanto concerne il trasferimento nelle altre sedi Unilever, risulta che lo stesso ha riguardato 15 dipendenti di cui solo tre hanno accettato l'offerta di impiego a Caivano. Risulta, inoltre, che la società Unilever si è fatta carico di progetti di outplacement con Adecco che sono stati illustrati alle Organizzazioni Sindacali in Assindustria, per un totale di 40 ore pro capite di formazione, i cui costi sono stati interamente e volontariamente sostenuti da Unilever. Riguardo al trasferimento dei macchinari, previsto negli accordi sindacali, si è a conoscenza che la società, a seguito di agitazioni sindacali, ha preferito sospendere tale trasferimento. In merito al sito di Caivano, inaugurato recentemente, si precisa che lo stesso è un centro di R&D e rappresenta l'unico centro del Gruppo in Europa. I suoi occupati sono in parte impiegati trasferiti da altre sedi europee. Si precisa, infine, che per la situazione di crisi in atto nel settore in questione, è stata aperta una procedura di mobilità anche per lo stabilimento produttivo di Caivano. Il Ministero dello sviluppo economico, al fine di accelerare la riutilizzazione dello stabilimento di Cagliari e il conseguente reimpiego dei lavoratori, si farà parte attiva già nelle prossime settimane per convocare le parti in un apposito incontro dedicato alla ricerca di una rapida e positiva soluzione del problema.
COMUNICATO STAMPA_ SCHIRRU (PD)
Cagliari, 25 luglio 2008
Il sottosegretario Ugo MARTINAT ha risposto ieri all'interrogazione “5-00213 Schirru: Situazione occupazionale presso lo stabilimento Unilever di Cagliari” nei termini riportati in allegato.
Amalia SCHIRRU (PD), replicando, ha dichiarato: “La situazione di lavoratori Unilever di Cagliari è ancora aperta, infatti, sono state date assicurazioni di un possibile trasferimento di venti dipendenti presso lo stabilimento di Caivano (Napoli), ma al momento non risulta niente di concreto. Il Governo ha il dovere di valutare con molta attenzione la difficile situazione occupazionale della Sardegna e mi auguro, pertanto, che il tavolo nazionale venga convocato al più presto.”
On. Amalia Schirru
X Commissione - Giovedì 24 luglio 2008
5-00213 Schirru: Situazione occupazionale presso lo stabilimento Unilever di Cagliari.
TESTO DELLA RISPOSTA:
La società Unilever Italia opera nei settori «gelati e surgelati», «alimentare foods e foods solution» e «cura della casa e igiene personale». È controllata dalla multinazionale Unilever NV con sede a Rotterdam e ha unità locali dislocate sul territorio nazionale. Riguardo alla situazione della Unilever Italia, si fa presente, anche sulla base delle notizie acquisite presso il Ministero del lavoro, della salute e politiche sociali, che la società, nel corso degli ultimi anni, ha registrato una situazione di stagnazione dei risultati economici dovuta, principalmente, alla concentrazione della Grande Distribuzione Organizzata con conseguente erosione dei margini di profitto tali da determinare la riduzione totale degli investimenti, la limitazione del lancio di nuovi prodotti e la necessaria riduzione del costo del personale. Tale situazione ha indotto la società a predisporre un piano di riorganizzazione, concordato con le OO.SS nel maggio 2007, diretto, tra l'altro, all'integrazione delle divisioni in un'unica realtà organizzativa nella sede di Roma, alla chiusura della sede di Milano, all'outsurcing per i servizi amministrativi/finanziari e quelli informatici, nonché all'implementazione delle attività food business e custom service caratterizzanti la sede di Inveruno (Milano). Con lo stesso accordo la società si è impegnata all'espletamento della procedura di mobilità per 175 posizioni professionali in forza nelle sedi di Inveruno, Milano e Roma. Per quanto concerne, in particolare, il settore «gelati», nel quale Unilever opera con il marchio «Algida» attraverso la direzione amministrativa di Roma, gli stabilimenti produttivi di Cagliari e Caivano (Napoli) e una rete di depositi sul territorio, la società ha ribadito che il settore, a livello europeo, ha registrato una forte crisi. Tale crisi, scaturita dal calo dei consumi di gelato industriale, ha gravato sullo stabilimento di Cagliari per il quale la società ha deciso di procedere alla vendita dello stabilimento. Tale determinazione, comunicata dalla società alle rappresentanze Sindacali Aziendali e ribadita anche nel corso dell'incontro svolto presso il Ministero dello sviluppo economico il 10 luglio 2007, ha comportato, a decorrere dal 31 dicembre 2007, la cessazione dell'attività dello stabilimento di Cagliari e, quindi, l'esubero di tutte le risorse occupate, ridottesi a 67 unità a seguito della cessazione del rapporto di lavoro di sei lavoratori di cui uno per trasferimento e cinque per dimissioni finalizzate a ricollocazione professionale. In data 18 dicembre 2007, come già noto agli onorevoli interroganti, la società ha sottoscritto con le OO.SS e le Istituzioni locali un accordo per il ricorso alla CIGS fino al 31 dicembre 2008. In tale accordo è stata prevista la mobilità per il personale prossimo alla pensione, il trasferimento volontario presso altre sedi Unilever e il ricorso all'esternalizzazione delle attività di deposito finalizzata alla ricollocazione professionale. Per quanto concerne il trasferimento nelle altre sedi Unilever, risulta che lo stesso ha riguardato 15 dipendenti di cui solo tre hanno accettato l'offerta di impiego a Caivano. Risulta, inoltre, che la società Unilever si è fatta carico di progetti di outplacement con Adecco che sono stati illustrati alle Organizzazioni Sindacali in Assindustria, per un totale di 40 ore pro capite di formazione, i cui costi sono stati interamente e volontariamente sostenuti da Unilever. Riguardo al trasferimento dei macchinari, previsto negli accordi sindacali, si è a conoscenza che la società, a seguito di agitazioni sindacali, ha preferito sospendere tale trasferimento. In merito al sito di Caivano, inaugurato recentemente, si precisa che lo stesso è un centro di R&D e rappresenta l'unico centro del Gruppo in Europa. I suoi occupati sono in parte impiegati trasferiti da altre sedi europee. Si precisa, infine, che per la situazione di crisi in atto nel settore in questione, è stata aperta una procedura di mobilità anche per lo stabilimento produttivo di Caivano. Il Ministero dello sviluppo economico, al fine di accelerare la riutilizzazione dello stabilimento di Cagliari e il conseguente reimpiego dei lavoratori, si farà parte attiva già nelle prossime settimane per convocare le parti in un apposito incontro dedicato alla ricerca di una rapida e positiva soluzione del problema.
23 luglio 2008
Economia: Firma per cig e mobilità a 500 operai
LA NUOVA SARDEGNA 23.07.2008
CAGLIARI. È stato sottoscritto a Cagliari, nei locali dell’assessorato regionale del Lavoro, l’accordo istituzionale aggiuntivo per l’individuazione dei lavoratori che potranno beneficiare dei trattamenti di cassa integrazione, mobilità o disoccupazione speciale in deroga rispetto alle disposizioni della normativa nazionale in materia. L’intesa, che è stata sottoscritta «alla luce della specificità della crisi che investe il territorio della Sardegna e che giustifica la proroga dei trattamenti in essere ed un significativo numero di nuove concessioni», riguarderà circa cinquecento lavoratori di 33 aziende sarde, che potranno così ricevere gli assegni di sostegno al reddito, quali la cassa integrazione guadagni straordinaria (cigs) o la mobilità, in deroga rispetto alla normativa quadro nazionale, con valore retroattivo a partire dallo scorso 1º gennaio 2008 e fino al prossimo 31 dicembre. L’accordo è stato sottoscritto dall’assessore al Lavoro Romina Congera, dalla direzione regionale del ministero del Lavoro, da Inps, Insar-Italia Lavoro, dai sindacati Cgil, Cisl e Uil e dalle associazioni dei datori di lavoro Confindustria e Apisarda.
CAGLIARI. È stato sottoscritto a Cagliari, nei locali dell’assessorato regionale del Lavoro, l’accordo istituzionale aggiuntivo per l’individuazione dei lavoratori che potranno beneficiare dei trattamenti di cassa integrazione, mobilità o disoccupazione speciale in deroga rispetto alle disposizioni della normativa nazionale in materia. L’intesa, che è stata sottoscritta «alla luce della specificità della crisi che investe il territorio della Sardegna e che giustifica la proroga dei trattamenti in essere ed un significativo numero di nuove concessioni», riguarderà circa cinquecento lavoratori di 33 aziende sarde, che potranno così ricevere gli assegni di sostegno al reddito, quali la cassa integrazione guadagni straordinaria (cigs) o la mobilità, in deroga rispetto alla normativa quadro nazionale, con valore retroattivo a partire dallo scorso 1º gennaio 2008 e fino al prossimo 31 dicembre. L’accordo è stato sottoscritto dall’assessore al Lavoro Romina Congera, dalla direzione regionale del ministero del Lavoro, da Inps, Insar-Italia Lavoro, dai sindacati Cgil, Cisl e Uil e dalle associazioni dei datori di lavoro Confindustria e Apisarda.
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