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4 gennaio 2008

CGIL, CISL E UIL CAGLIARI, 2008 SOTTO IL SEGNO DELLA SFIDUCIA

AGI

Cagliari, 4 gen. - “La popolazione della provincia e’ aumentata di circa 8.000 persone, ma diminuiscono di 6.000 unita’ i giovani fra i 15 e i 24 anni”, evidenzia Carta. “Sono cresciuti, invece, gli abitanti sopra i 55 anni, soprattutto a Cagliari, che un indice di vecchiaia pari a 195: per ogni giovane sotto i 15 anni, cioe’, ci sono quasi due over 65enni. Il 75% dei lavoratori e’ impegnato nei servizi, mentre nell’industria - in cui lavora il 21% - sono stati persi nel triennio oltre 5.000 posti. Cio’ dimostra che l’occupazione a Cagliari e’ incentrata su un terziario debole e raramente avanzato. E’ diminuito il tasso di occupazione femminile, rimasto al 37,9%, al di sotto del dato regionale e anche nazionale, a dimostrazione dell’assenza di vere politiche di parita’”.Il fatto che il tasso di disoccupazione sia passato dal 15,8% del 2004 all’11,1% del 2006 non tranquillizza Cgil, Cisl e Uil, in quanto il dato risulta comunque superiore a quello regionale e e nazionale. “La forza lavoro appare in calo”, precisano i sindacati, sottolineando che il tasso di attivita’, pari al 58,4, e’ diminuito, mentre nel resto d’Italia e’ cresciuto. “Tutto cio’ la dice lunga sulla situazione del territorio”, osserva Carta, “dove vi e’ un’occupazione debole, spesso precaria - nelle liste della gestione separata dell’Inps sono iscritti oltre 50.000 collaboratori - una disoccupazione femminile elevata, una scarsa percentuale di occupati nell’industria e dove sono sempre meno le persone in cerca di lavoro”.Per un rilancio “ecocompatibile” dell’industria nel territorio i sindacati hanno avviato un confronto con Provincia, Confindustria e comuni interessati per raggiungere alla certificazione Eams dell’area industriale di Sarroch. “Macchiareddu e Sarroch hanno bisogno di una gestione efficiente”, argomenta Costa. “E’ vero che i consorzi industriali sono proliferati anche dove l’industria non c’e’. Eliminare strumenti senza indicare logiche per sostituirli non c’interessa”.La smobilitazione dell’Unilever, la questione Metalfa, il calo nei traffici nel Porto Canale di Cagliari (”un crollo” fra maggio e dicembre), il futuro della Syndial di Assemini e della miniera di fluorite di Silius, oltre alle vertenze regionali (pulizie, servizi postali, case di cura private) in cui sono coinvolti lavoratori del Cagliaritano, sono i casi su cui e’ concentrata l’attenzione dei sindacati, che chiedono un miglioramento delle infrastrutture, investimenti nello sviluppo del retro porto e un impegno delle istituzioni per costruire le condizioni necessarie a garantire un futuro ai lavoratori.“La strategia potrebbe essere questa”, concludono Cgil, Cisl e Uil, “rendere concreti gli investimenti necessari per dare qualita’ alle infrastrutture e rendere le aree industriali e il territorio appetibili per nuove intraprese. Questo processo, localizzato nella provincia di Cagliari, unito alla risoluzione dei grandi problemi, come energia e trasporti, puo’ risultare un’arma vincente”.(AGI)