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19 settembre 2008

Confindustria contro la Regione"Sul territorio scelte sbagliate"

L'Unione Sarda 19/09/2008


Gli industriali sardi confermano le critiche all'amministrazione di viale Trento sulle politiche del territorio. Sotto accusa la discrezionalità delle valutazioni e le procedure "bizantine" che frenano le imprese. Positivo il ricorso al referendum contro la legge numero 8.


Il Consiglio Direttivo della Confindustria Sardegna (nella foto il presidente Massimo Putzu) riunitosi a Cagliari "ha analizzato - è detto in una nota - la grave situazione delle politiche del territorio della Regione, confermando ancora una volta la posizione fortemente critica degli industriali sardi di fronte alle scelte fin qui compiute.

PROCEDURE BIZANTINE. Queste non si sono tradotte in vantaggi reali per l'economia regionale e si stanno rivelando un serio ostacolo al dispiegarsi dell'attività d'impresa gravata da procedure bizantine, condizionate dalla valutazione discrezionale dell'Amministrazione regionale e sottoposte a differenti interpretazioni da parte delle Amministrazioni locali nell'applicazione della normativa regionale". In questo scenario - ha sottolineato la Confindustria - assume rilievo la modifica sostanziale del testo unificato approvato dalla Commissione competente lo scorso 24 luglio "Disciplina per il governo del territorio regionale", così come proposto nella memoria presentata dalla Confindustria Sardegna alla Commissione, alle quali, purtroppo, non ha fatto seguito un proficuo e articolato confronto.

PPR, TROPPI VINCOLI. Si tratta di rendere più condiviso, organico e equilibrato il provvedimento, liberandolo dalla visione restrittiva e eccessivamente vincolistica che dal Ppr informa tutte le proposte regionali. Il testo esitato nega, infatti, il principio di una condivisione nella tutela ambientale e paesaggistica, pregiudica la certezza del diritto, prevede ulteriori aggravi procedurali e burocratici, determina una sovrapposizione dei ruoli istituzionali nelle scelte di sviluppo del territorio, con un ulteriore accentramento dei poteri nelle mani della Regione, attribuisce e concentra nella Giunta Regionale un potere illimitato di inibizione o sospensione degli interventi su aree pubbliche e private. Il prossimo 5 ottobre i cittadini sardi saranno inoltre chiamati ad esprimere il proprio parere sull'abrogazione della LR 25 novembre 2004 n. 8 recante "Norme urgenti di provvisoria salvaguardia per la Pianificazione Paesaggistica e la tutela del Territorio Regionale".

INTERVENGA IL CONSIGLIO. I vertici della Confindustria hanno ancora una volta confermato come sia un fatto positivo per la democrazia quando i cittadini vengono chiamati ad esprimere la propria posizione su provvedimenti di tale importanza per il futuro della nostra Regione. Gli industriali sardi confermano - hanno concluso - la richiesta a che l'Assemblea regionale intervenga rapidamente, per apportare radicali modifiche all'impianto normativo del provvedimento che disciplina il governo del territorio regionale, coerentemente con le aspettative del sistema economico e sociale della nostra regione.

17 settembre 2008

Sardegna: incontro Federazioni industria Cisl e segreteria regionale Cisl


Sistema Produttivo Regionale
Incontro Federazioni industria Cisl e segreteria regionale Cisl
Matta (CISL): «Forte sottovalutazione delle difficoltà in cui si trova il sistema economico regionale»



«Non si spiega diversamente il silenzio della politica sarda, come anche di quella nazionale, sul dramma che vivono migliaia di lavoratori di Legler, Unilever, Palmera e di altre industrie, che si aggiunge alla precarietà di quasi 3000 lavoratori in CIG e in mobilità in deroga e di quanti espulsi ormai da diversi anni dal processo produttivo». Lo afferma in una nota il segretario della regione Sardegna, Giovanni Matta sottolineando come ci sia «una forte sottovalutazione delle difficoltà in cui si trova il sistema economico regionale».

«Le difficoltà in cui si agita il sistema produttivo regionale - ribadisce il segretario regionale - si vanno ulteriormente accentuando con drammatici riflessi sull'occupazione, specie in alcuni settori, dove diminuisce vistosamente. L'industria, come tutte le attività produttive della regione, - osserva Matta - attraversa una fase cruciale, evidenziata anche dal blocco degli investimenti».Una situazione «certamente conosciuta» tiene a precisare Matta - la cui gravità è stata scandagliata in tutte le sue sfaccettature, ma che ora ha bisogno di risposte forti e decise, come la Cisl sarda sollecita da tempo».
Nel lamentare pertanto l'assenza di iniziativa da parte delle istituzioni regionali e nazionali, di fronte ad una situazione così drammatica, il segretario regionale ricorda che la Cisl «ritiene non si possa attendere oltre. Il tavolo nazionale deve essere immediatamente convocato, come anche quello regionale, per stabilire le cose da fare».E nel ricordare come appaia «sempre più probabile una manifestazione di protesta sindacale con la proclamazione di uno sciopero generale», Matta annuncia che «la Cisl proporrà a Cgil e Uil che il documento conclusivo dell'attivo unitario sull'industria, in programma alla fine del mese, indichi data e modalità delle iniziative di protesta».