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19 marzo 2008

Senza lavoro più di 160000 Sardi

L'UNIONE SARDA - Economia: «Senza lavoro più di 160 mila sardi»

La Cisl denuncia la crisi dell'occupazione nell'isola

Ieri la Cisl ha presentato il manifesto per il lavoro, documento che contiene le strategie per superare la crisi nell'isola. Meno precariato e più occupazione. Sono questi gli obiettivi del manifesto per il lavoro della Cisl Sardegna, documento illustrato ieri a Cagliari dal segretario generale Mario Medde, alla presenza di Giorgio Santini, il segretario confederale del sindacato. Nell'isola la contabilità della crisi è allarmante.
I NUMERI Sono oltre 160 mila - secondo la Cisl - i sardi delusi che non riescono a trovare un posto. Anche l'avviamento al lavoro fotografa uno scenario cupo. Dal primo trimestre 2006 al terzo trimestre 2007, l'80% delle assunzioni è avvenuto attraverso contratti a tempo determinato: solo nel periodo compreso tra luglio e settembre dello scorso anno, su 23.273 persone assunte, poco meno di 18.000 hanno trovato un'occupazione a scadenza. E non è tutto. Altri dati presentati ieri dalla Cisl gettano luce sulle difficoltà dell'industria isolana: oggi 5.000 lavoratori si trovano in cassa integrazione e mobilità in deroga, con stipendi mensili che non raggiungono i 1000 euro. Ma l'elenco non è finito. I bassi salari, e di conseguenza le pensioni, sono un'altra caratteristica della Sardegna, dove si registrano, come nel Sud Italia, 22 punti percentuali in meno rispetto alle aree del Centro-Nord.
LA DISOCCUPAZIONE Il disagio è vissuto soprattutto dai giovani e dalle donne. «Nel primo caso», si legge nel documento della Cisl, presentato da Mario Medde, «il tasso di disoccupazione in Sardegna è del 32,6%, pari a quasi 20 punti percentuali in più rispetto a quello medio nazionale, mentre tra le donne si attesta al 38,6%, ben lontano dal 24% rilevato nel resto d'Italia». E la distanza appare ancora maggiore se come metro di riferimento si utilizzano gli obiettivi di Lisbona (tasso di occupazione al 70% entro il 2010 in Europa). «È un lungo cammino che deve iniziare con l'incentivazione delle assunzioni nel Mezzogiorno», commenta Giorgio Santini. In che modo? «Il prossimo governo dovrà puntare sui crediti d'imposta per l'occupazione, sul raccordo fra formazione e lavoro, e su politiche di sviluppo serie e durature». LE PRIORITÀ Insomma, le difficoltà del mercato del lavoro sono al primo posto nella agenda della Cisl. Il sindacato sardo, in linea con la posizione di Giorgio Santini, ha riassunto in sei direttrici la strategia per invertire la tendenza negativa: politiche di sviluppo, piena occupazione, capitale umano, sistemi di istruzione, formazione e orientamento, pari opportunità e rafforzamento dei servizi presidenziali, assistenziali e di welfare. Sei punti da cui avviare un processo di cambiamento «che generi», sottolinea Mario Medde, «più quantità e qualità dei posti di lavoro». Secondo il leader regionale della Cisl, «i ritardi dell'economia e della società sarda non sono dovuti, come sostengono alcuni, al peso abnorme del costo del lavoro e della spesa sociale, ma alla scarsa produttività del sistema, che penalizza fortemente il capitale umano e sociale, oltre alla poca capacità di innovazione e all'inconsistenza dei servizi alle imprese».
LA CRISI Ma i problemi del lavoro, dei redditi e della povertà in generale hanno un comune denominatore: la crisi economica. «Dal 2003 al 2006», precisa Medde, «il Pil regionale è cresciuto appena dello 0,57% all'anno, la metà di quello nazionale (+1,05%). Tutti i settori produttivi, ricorda il numero uno della Cisl, cedono il passo. Nell'agricoltura il valore aggiunto (ovvero la produzione annua di nuovi beni e servizi) diminuisce del 2,5% all'anno, mentre in Italia aumenta dell'1,9%. In flessione (-0,6%) anche il valore aggiunto dell'industria manifatturiera e delle costruzioni (-0,9%). Stesso discorso per il turismo, che registra un calo delle presenze - fra il 2003 e il 2006 - pari allo 0,1%, in controtendenza rispetto al dato nazionale (+2,6%).
LA FINANZIARIA Infine, sul fronte del lavoro, la Regione ha attuato l'articolo 6 della legge finanziaria regionale 2008 sulle nuove politiche per l'occupazione. La Giunta ha approvato il bilancio dell'Agenzia regionale del lavoro, con oltre 60 milioni di euro, e ha dato anche l'ok alla costituzione del fondo regionale per gli ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori colpiti da licenziamenti o sospensioni di lavoro. Il fondo, inizialmente, sarà alimentato con 3 milioni di euro.

LANFRANCO OLIVIERI - L'Unione Sarda 19/03/2008