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19 dicembre 2008

Il triste Natale dei lavoratori Unilever





I dipendenti dello stabilimento hanno ricevuto nei giorni scorsi le lettere di licenziamento.

Scade la cassa integrazione: nessuna certezza sul rinnovo

È un Natale amaro quello che vivono i dipendenti della Unilever: la cassa integrazione è in scadenza. Non resta che sperare nella proroga.
Unilever punto e a capo. Si avvicina la scadenza della cassa integrazione straordinaria, fissata il 31 dicembre, ma la clessidra del futuro dei lavoratori dello stabilimento di viale Marconi ancora non è stata capovolta.

Se da una parte, i dipendenti, circa una settantina, sperano in una seconda boccata di ossigeno della durata di altri 12 mesi, che arriverebbe con una deroga dell'ammortizzatore sociale, dall'altra cedono allo sconforto, davanti allo spettro di una mobilità che si sta materializzando con le lettere di licenziamento recapitate quasi alla vigilia di Natale.

La multinazionale, infatti, che nello stabilimento cagliaritano produceva gelati Algida, proprio in questi giorni sta inviando ai lavoratori la comunicazione di «risoluzione del rapporto di lavoro per riduzione di personale».

LA SPERANZA Non proprio un fulmine a ciel sereno, si tratta di un passaggio già previsto che non dovrebbe influire su un'eventuale proroga della cassa integrazione, di cui si dovrebbe discutere a Cagliari in un incontro previsto lunedì prossimo tra azienda e organizzazioni sindacali. Questo non significa che non sia un regalo poco gradito, oltretutto a una manciata di giorni dalle feste. Che non potranno mai essere come quelle di «due anni fa, quando la nostra situazione lavorativa era serena a mai ci saremmo potuti aspettare un epilogo del genere», dice amareggiato Marco Cauli, rappresentante Rsu.

E invece, la terra sotto i piedi ha iniziato a tremare.L'accordo-salvagente, firmato da delegati aziendali, l'assessore regionale Romina Congera, quello provinciale Piero Comandini, sindacati e rappresentanti di Confindustria, un anno fa c'è stato. Il problema è che nel frattempo nessuno ha rilevato le quote. I cancelli sono rimasti blindati, qualcuno è stato accompagnato alla pensione, altri hanno chiesto un anticipo del Tfr e tutti hanno dovuto rivedere i propri programmi di vita. «Prima potevo permettermi di acquistare regali per parenti e amici ma ora no», lamenta Cauli, «non posso regalare proprio nulla a nessuno».

LA PROROGA L'unica consolazione, almeno sotto Natale, potrebbe essere «la proroga, opportuna per chi potrà avvicinarsi alla pensione ma anche per i giovani, che potranno avere un altro anno di respiro», dice Salvatore Cadelano, dipendente. Anche se, sotto l'albero, o comunque a gennaio, è chiaro che si vorrebbe trovare «un piano industriale presentato da qualche acquirente davvero interessato».Il passaggio più vicino resta quello del 22 dicembre. Obiettivo proroga, anche per «cercare di creare le condizioni perché», auspica Francesco Piras, della Fai Cisl, «con l'intervento di qualche imprenditore locale possa riprendere l'attività produttiva».

I tempi stringono: «Si è aspettato l'ultimo minuto», dice Pasquale Deiana, Uila-Uil. Rita Poddesu, Flai-Cgil, crede che «una proroga venga raggiunta, siamo fiduciosi». A far ben sperare è anche la disponibilità espressa dall'azienda proprio ieri, a Roma, nel corso di un incontro con le segreterie sindacali nazionali sul nuovo assetto societario, durante il quale si è fatto un veloce cenno anche a Cagliari.

CALIGARIS A rilanciare la necessità di un prolungamento della cassa integrazione è il consigliere regionale socialista Maria Grazia Caligaris (Ps), che richiama l'attenzione «sull'ennesimo dramma che richiede una reazione forte da parte della Regione, anche perché il tessuto industriale dell'isola si è talmente indebolito da non consentire l'assorbimento dei lavoratori in altri settori». Se non sarà avviata la richiesta di deroga della cassa integrazione, per la Caligaris, «la nuova batosta della lettera di licenziamento, dal primo gennaio, farà accrescere il numero dei disoccupati nell'isola».


MARIANGELA LAMPIS