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23 settembre 2007

I dati Istat e i litigi sulla pelle di chi non ha lavoro

L'UNIONE SARDA WEB:

I dati Istat e i litigi sulla pelle di chi non ha lavoro
di PAOLO FIGUS

Ci sono uomini e donne che ormai vivono in continua depressione dopo aver perso la speranza di trovare lavoro. Anzi: nemmeno lo cercano più. Hanno chiuso: fine dell'amara partita giocata con la realtà.

Sono gli scoraggiati : così, almeno, li ha definiti, il ministro del Lavoro Damiano dopo aver visto i dati Istat. E sono così sfortunati, questi scoraggiati, che ormai non figurano né tra gli occupati né tra i disoccupati. Fuori dal mondo, espulsi dalla società. E non sono pochi: solo nell'ultimo anno, in Sardegna, dodicimila (e la fonte è proprio l'Istat). Noi, se può servire a qualcosa, siamo dalla loro parte. Come siamo dalla parte dei 4.600 operai sardi in cassa integrazione e dalla parte di quei ragazzi che vengono considerati occupati per aver fatto un'ora di lavoro retribuita in una settimana. E siamo anche dalla parte degli operai della Legler (750), di quelli della Carbosulcis (540), dell'Unilever (180), della Ros Mary (200), della Palmera (220), di Portovesme (770): tutta gente sull'orlo del precipizio. Ecco perché, dopo aver letto i dati che danno l'occupazione in apparente crescita in tutta Italia e quindi anche in Sardegna (ma gli aumenti ci sono proprio perché questi scoraggiati ormai non fanno più parte delle liste di collocamento) ecco perché, dicevamo, siamo rimasti sconcertati dalla guerra di cifre e dal polverone che si è sollevato. Ma come, invece di pensare agli scoraggiati, a chi parte per cercare fortuna, a chi vive in miseria, alle bollette che crescono, al carovita che mette migliaia di famiglie in ginocchio, qui si fanno conferenze stampa contrapposte per dire tutto e il contrario di tutto: tra toni trionfalistici e campagna elettorale. Ma allora ha davvero ragione chi dice che il mondo della politica è sempre più lontano dalla gente comune? Ha ragione chi chiede che venga fatta piazza pulita di partiti e partitini? Proprio ieri Nomisma ha previsto una stangata su luce e gas (risultato del caro-petrolio), i mutui sono sempre più cari. Bankitalia rivela che le famiglie sarde sono sempre più indebitate: la percentuale di quelle che non riescono a pagare quanto devono, ha raggiunto la soglia del 25 per cento. Questo deve preoccupare, non litigare se l'Istat abbia messo i cassintegrati tra gli occupati (come dicono sindacati e Confindustria) oppure se li abbia esclusi (come dice l'assessore regionale). Bisogna far subito qualcosa: bene fanno i sindacati a incalzare il governo regionale e nazionale chiedendo risposte immediate. Noi abbiamo mandato i politici al potere, noi permettiamo che guadagnino tanti soldi: loro in cambio - invece di pensare ai propri affari - hanno il dovere di dare un senso alla vita di tutti, scoraggiati compresi. E questo vale per centrosinistra e per centrodestra. Altrimenti finirà davvero che il rappresentante delle istanze della povera gente diventerà il Beppe Grillo di turno. E questo noi non vorremmo accadesse.

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