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27 settembre 2007

Sindacati verso lo sciopero generale

L'UNIONE SARDA WEB


Confederali verso lo sciopero contro Giunta e Governo

Sindacati verso lo sciopero generale. Cisl e Uil annunciano di scendere in piazza contro Giunta regionale e Governo. Dovrebbe accodarsi anche la Cgil.

di GIUSEPPE MELONI

Manca ancora la data, ma per il resto c'è quasi tutto: lo sciopero generale dei sindacati sardi è sempre più probabile, resta solo qualche incertezza. Più sul quando che sul se: Cisl e Uil sono decise a proclamarlo per ottobre, la Cgil deve sciogliere le riserve residue. A meno di una rottura che per ora non sembra alle porte, le tre sigle confederali scenderanno in piazza contro il Governo e contro la Giunta regionale, per denunciare «la crisi complessiva del sistema Sardegna».
LA SVOLTA. Il declino industriale, la povertà in aumento, l'assenza di concrete strategie di sviluppo sono - secondo le organizzazioni dei lavoratori - ottime ragioni per decidere una forma di mobilitazione particolarmente intensa. E dal pesante significato politico, visto che sia a Palazzo Chigi sia alla Regione comanda il centrosinistra. Decisivo, per la svolta verso lo sciopero generale, il giudizio deludente dato da Cgil, Cisl e Uil sull'incontro di tre giorni fa al ministero dello Sviluppo economico, dedicato ai problemi dell'energia e della chimica sarda. Un nulla di fatto che interviene nel momento in cui è nuovamente ai massimi livelli l'allarme per la Legler e il settore del tessile.
IL VERTICE. La giornata della decisione doveva essere ieri, ma il vertice a tre tra i leader sindacali è diventato un faccia a faccia, per l'assenza del segretario generale della Cgil Giampaolo Diana. Altri impegni, non un dissenso mascherato, a quanto pare. Mario Medde e Francesca Ticca, segretari della Cisl e della Uil, si sono trovati perfettamente d'accordo sulla necessità di arrivare al massimo grado della mobilitazione, di sparare la cartuccia più grossa. E annunciano per l'inizio della prossima settimana, forse già lunedì, un incontro con la Cgil per fissare «data e modalità dello sciopero» da tenersi entro ottobre, come scrivono Medde e Ticca in due comunicati distinti ma totalmente in sintonia. Par di capire - benché nessuno lo dica esplicitamente - che i due sindacati siano pronti a proclamare comunque lo sciopero generale, anche senza la Cgil. CGIL. Ma dalle parole di Giampaolo Diana emerge la stessa determinazione alla lotta: «Quel che è successo lunedì a Roma non può passare sotto silenzio, non abbiamo ancora deciso le modalità ma una mobilitazione mi sembra inevitabile». Probabilmente il sindacato più rappresentativo (e anche più vicino alla sinistra) teme una strumentalizzazione politica di una forte iniziativa contro il Governo Prodi e la Giunta di Renato Soru. Per questo avrebbe chiesto di evitare, per la manifestazione regionale, date a ridosso delle primarie del Pd o del referendum sulla statutaria, fissati rispettivamente il 14 e il 21 ottobre. Ma gli altri due sindacati non avrebbero problemi a scegliere un giorno successivo: visto che di solito per le grandi mobilitazioni si punta sul sabato, il 27 ottobre diventa l'ipotesi più probabile.
LE RAGIONI DELLA PROTESTA. «L'inconsistente attenzione verso la Sardegna - dice Medde chiamando in causa l'esecutivo nazionale - non ha finora consentito un puntuale monitoraggio dell'intesa istituzionale, di definire i contenuti degli accordi di programma su agro-alimantare, tessile, nautica, aerospaziale, né di incrementare gli investimenti finanziari sulle infrastrutture». Ma oltre a questo «da parte della Regione è indispensabile una strategia per sostenere e promuovere il lavoro». E invece la Giunta, aggiunge Francesca Ticca, appare «immobile». Diana non la pensa troppo diversamente ma lancia un appello: «Spero che la necessità della mobilitazione sia condivisa non solo dai sindacati, ma anche dalle altre parti sociali e dalle forze politiche. Senza negare le responsabilità di nessuno, vorrei che si ricreasse il clima che in altri momenti sostenne le vertenze con lo Stato. E che i partiti alzassero i toni».