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20 dicembre 2007

Unilever, la disperazione dei dipendenti




I sindacati: «Un'altra croce nel cimitero dell'industria sarda»
Per i lavoratori il patto è solo un provvedimento tampone per la ripresa dell'attività. Malcontento e frustrazione per un trattamento che sostengono di non meritare. C'è delusione tra gli ex dipendenti dello stabilimento Unilever di viale Marconi dopo la firma dell'accordo tra società anglo olandese, Regione, Provincia, Confindustria e sindacati. La cassa integrazione di un anno è un'ancora di salvezza temporanea.Il 31 dicembre 2008, se all'orizzonte non spunta un acquirente, la situazione sarà peggiore di quella attuale. Per non parlare dei lavoratori (25) con contratto triennale a termine che scadrà tra pochi giorni, per i quali il destino è tutto da scrivere. Peggio, almeno per il momento, il futuro degli stagionali. I LAVORATORI Ieri, alle 20, i dipendenti hanno tolto i blocchi dallo stabilimento di viale Marconi, liberando di fatto la fabbrica occupata dal 5 dicembre. Da oggi i tecnici potranno mettere in sicurezza gli impianti del freddo ed eliminare l'ammoniaca contenuta nelle tubazioni, potenziale bomba ecologica. Poi via allo smantellamento di alcune linee di produzione. Le valvole di dosaggio e i macchinari che realizzavano gelati (bomboniere, torte e coppe) verranno trasferiti a Caivano (Campania), dove verrà concentrata la produzione dell'Algida. Ieri gli ex dipendenti si sono riuniti in assemblea per discutere e valutare le conseguenze dell'accordo. In un clima incandescente sono saltati fuori lo sconforto e l'amarezza di chi in quella fabbrica ha lavorato per anni, raggiungendo - per ammissione delle stessa società - risultati eccezionali. «Siamo delusi», afferma Francesco Piras, della Fai Cisl. «L'accordo è solo un salvagente temporaneo che dà una boccata d'ossigeno ai lavoratori. Fra 365 giorni, se non si trova un compratore, saremo punto e a capo. C'è, purtroppo, una considerazione da fare - aggiunge Piras - quella dell'Unilever è un'altra croce che si aggiunge al cimitero dell'industria sarda». Non entusiasta il parere dell'assessore regionale all'Industria Romina Congera. «Il risultato positivo nell'esito di questa vertenza è che si è riusciti ad ottenere la cassa integrazione in luogo della messa immediata in mobilità. Il risultato migliore quando si ha a che fare con multinazionali che fanno scelte unilaterali di smobilitazione e di smantellamento. Il dispiacere è forte per i lavoratori che, dopo anni, si ritrovano di nuovo a casa senza un'occupazione che pareva sicura». Per il presidente della Provincia Graziano Milia, che aveva invitato a boicottare i prodotti Unilever, «Occorre vigilare per evitare che parti importanti dello stabilimento vengano smantellate e destinate altrove, cosa che impedirebbe di fatto il riavvio più veloce delle attività produttive sotto altre e più motivate insegne». Il capo gruppo di Forza Italia Giorgio La Spisa sottolinea che «il problema rimane aperto in tutte le sue dimensioni ed è necessaria una forte azione, sia del governo nazionale che regionale». L'ACCORDO Ci sono volute undici ore (dalle 17 di martedì alle 4 di ieri) prima di trovare l'accordo per i 74 ex dipendenti (55 operai e 19 impiegati). Tra i punti più importanti del patto c'è la questione della mobilità che scatterà immediatamente solo per chi è già in possesso dei requisiti per la pensione. L'Unilever si è impegnata a garantire il trasferimento di 20 dipendenti nello stabilimento di Caivano e a realizzare «azioni di sostegno per la ricollocazione dei lavoratori attraverso alcuni corsi della durata di 12 mesi». Lo scontro è stato più acceso sui vincoli per un'eventuale vendita: la multinazionale conserverà «ovviamente la propria discrezionalità sul punto».

ANDREA ARTIZZU






La multinazionale che produce anche i gelati Algida ha deciso di traslocare
Rag giunto l'accordo sulla vertenza Un ile ver. L a fi rma - che pur troppo sancisce il disimpegno della multinazionale dall’I sola - è giunta nelle prime ore del ma tt ino nella sede dell’assessor ato del La voro, al termine di una lunga trattativa: i 75 dipendenti dello stabili - mento di Cagliari andr anno in cassa integr azione guadagni straordinaria per tutto il 2008; la mobilità, invece, scatterà immediatamente solo per chi è già in possesso dei requisiti per la pensione. L’accordo prevede inoltre di verif icare “l'applicabilità di eventuali norme nazionali o regionali che consentano di estendere gli strumenti di sostegno al reddito anche in favore dei 25 lavoratori con contratto a termine triennale con scadenza il 31 dicembre 2007”. L’intesa (in due verbali distinti per cigs e mobilità) è stata sottoscrit ta dall’assessore regionale del La voro, Romina Congera, dall’assessore delle Attività produttive della provincia di Cagliari, Piero Comandini, dai rappresentanti del gruppo Un ilever, dai sindaca ti Flai Cgil, Fa i Cisl e U ila Uil, dalle Rsu e dall’U nione indus triali di Cagliari. Con l’accordo l’azienda si è impegnata a garantire il trasferimento di 20 dipendenti di Cagliari nello stabilimento Un ilever di Caiv ano, in Campania, e a realizzare “azioni di sostegno per la ricollocazione dei lavoratori attraverso un progetto di outplacement della durata di 12 mesi”. «L 'aspetto positivo - spiega l’assessore Congera - è che si è riusciti ad ottenere la cassa integrazione in luogo della messa immedia ta in mobilità. Il risulta to migliore quando si ha a che fare con multinazionali che fanno scelte unila terali di smobilitazione e di smantellamento. Il dispiacere è forte - conclude Congera - per i lavorat ori che, dopo anni, si ritrovano di nuovo a casa senza un’occupazione che, invece, pareva sic ur a». Sulla vertenza Un ilever, l'accordo sottoscrit to da tutte le parti è sicuramente da accogliere con soddisfazione e apprezzamento”. E’ il commento del presidente della Pr ovincia di Cagliari, Gr aziano Mi - lia, sull 'accordo per la vertenza Un ilever tra lavoratori, azienda, Regione e Pr ovincia. Per M ilia «l 'accordo, che assic urerà a tutti i lavoratori la cassa integrazione per 12mesi, ètanto più impor tante e utile proprio perchè assic ura in prospettiva ai lavoratori e alle istituzioni un più agevole e prat icabile percorso per l' identif icazione di un nuovo soggetto imprenditoriale a cui affidare la ripresa delle attività nello stabilimento». «Or a occorre vigilare e lavorare perchè questo accordo venga pienamente rispe ttato dall’U nilever, anche per evitare che parti impor tanti dello stabilimento vengano smantella te e destinate altrove, cosa che impedirebbe di fatto il ria vvio più veloce delle attività produttive sotto altre e più motivate insegne».