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16 dicembre 2007

Verso un triste Natale: l'Italia sta male, la Sardegna peggio

L'UNIONE SARDA 16 dicembre 2007

Tutti se n'erano accorti, ma adesso il timbro lo ha messo Eurolandia. Rialzo record dei prezzi e, di conseguenza, crollo dei consumi, aumento dell'inflazione, aziende in crisi, posti di lavoro in meno. Se la gente prima era spaventata adesso è terrorizzata. Ma che bel Natale ci aspetta. E si sono messi anche i Tir che, fermandosi per un paio di giorni, hanno mandato mezza Italia in tilt facendo scattare in un baleno una selvaggia speculazione dei prezzi.

di PAOLO FIGUS
Aumenti su tutta la linea, ma ce n'eravamo già accorti. Basta andare al mercato o in un supermarket per rendersi conto che inesorabilmente ogni volta spendiamo di più e alcuni beni che prima erano di largo consumo, adesso pian piano stanno diventando elitari. E il giro nei negozi per acquistare i regali da mettere sotto l'albero? Prima era una festa, ora un salasso, cui siamo costretti a sottoporci anche se tutti sanno che basterebbe far trascorrere una decina di giorni e poi con i saldi i prezzi calano, qualche volta del cinquanta per cento. Sembra di essere caduti in una spirale, non se ne può più. Negli stipendi arrivano aumenti minimi - dopo infinite trattative - mentre i prezzi possono aumentare del trenta per cento nel giro di poche ore. «Questi rincari sono fuori dalla realtà», ha detto Prodi. Vero, sono fuori dalla realtà, però è così. Questa volta la colpa può essere dei Tir, ma ormai la corsa dura da anni e il governo non ha trovato di meglio che inventarsi Mister prezzi. Sembra di essere a Carosello. Ovviamente rincari di questo tipo e così improvvisi pesano di più in regioni deboli, come la Sardegna. L'Inps ha annunciato che nel 2007 l'aumento delle ore di cassa integrazione è stato del 24 per cento con l'ulteriore crescita della concessione di ammortizzatori sociali, come la mobilità. Una fotografia impietosa, che si somma al sempre maggiore ricorso dei singoli cittadini alle finanziarie o a prestiti bancari. Ma cosa deve fare la povera gente? Sopportare, come sempre. Mentre dovrebbe muoversi la politica, e invece non lo fa oppure pensa solo ai propri interessi. Un cittadino che quattro o cinque anni fa si credeva al sicuro adesso fa fatica a chiudere il mese in attivo, aumentano i nuovi poveri e in questi giorni a Nuoro, per esempio, giovani coppie, anziani e immigrati hanno fatto la fila in mille per ritirare i pacchi dono natalizi offerti dalla Croce rossa. Chiude l'Unilever a Cagliari, a Ottana, Macomer e Siniscola gli operai della Legler beffati ottengono solo solidarietà. Ma quello che fa nascere l'ira è proprio l'incapacità dei governanti a trovare soluzioni definitive. Non è facile, in verità, rilanciare l'economia, inventarsi posti di lavoro, dare speranze ai giovani. Ma iniziare a provarci, questo si può fare, la gente approverebbe. Invece in Sardegna tutto è immobile, paralizzato, bloccato, dall'agricoltura alle aziende, dalle industrie alla ricerca, dagli artigiani ai pastori. Aumentano solo i prezzi. E il numero dei disoccupati.

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16/12/2007 10:38